Napoli

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Napoli

(Napule in napoletano) è un comune popolato da circa un milione di abitanti, capoluogo della provincia omonima e della regione Campania. È la maggiore città del Mezzogiorno d'Italia ed è situata tra il Vesuvio e l'area vulcanica dei Campi Flegrei.
Il suo centro storico - conosciuto in tutto il mondo e meta di turisti provenienti da ogni dove - è uno dei siti che l'UNESCO ha dichiarato patrimonio dell'umanità.

Oggi Napoli - una malìosa città, secondo le parole di Vittorio De Sica nel film del 1954 "La baia di Napoli" - è al centro di una vastissima area metropolitana che comprende al suo interno l'intera provincia partenopea e larghe parti delle province confinanti di Salerno, Caserta e Avellino.
La conurbazione che ne risulta è la seconda più popolata d'Italia dopo quella di Milano, con una popolazione stimata oltre i 4.400.000 abitanti.

La città fu probabilmente fondata degli abitanti della colonia greca di Cuma attorno all'VIII secolo AC, dove sorgeva l'antica città di Partenope sull'attuale Monte Echia; per questa ragione fu chiamata Néa-pólis, «città nuova».

Nel 476 Romolo Augustolo, l'ultimo degli imperatori romani, venne deposto ed imprigionato presso Castel dell'Ovo, a quel tempo villa romana fortificata. Molti imperatori romani a lui precedenti - Claudio, Tiberio, Nerone - trascorsero a Napoli le loro pause dal governo dell'Impero in eleganti ville di cui ora rimangono i resti.

Nel VI secolo venne sottratta ai Goti dall'impero bizantino durante il tentativo di Giustiniano I di ricreare l'impero. Divenne poi Ducato autonomo, sotto la giurisdizione solo nominale di Bisanzio, e grazie alla lungimiranza dei suo capi e dei suoi vescovi (vedi Ducato di Napoli) resistette ai tentativi di conquista da parte dei Longobardi, dei Franchi e dei Saraceni e fu uno degli ultimi territori a cadere nelle mani dei Normanni nel 1137, quando il Ducato scomparve e venne fondato il Regno di Sicilia, con capitale Palermo. La città passò poi agli svevi con Federico II, che nel 1224 vi istituì l'Università, la seconda della penisola, e la prima statale.


1266 il papa Clemente IV assegnò Napoli ed il Regno di Sicilia a Carlo I d'Angiò, che spostò la capitale da Palermo a Napoli. Nel 1284, in seguito alla rivolta dei Vespri Siciliani, il regno fu diviso in due parti, che reclamavano entrambe il titolo di Regno di Sicilia. Le due parti rimasero formalmente separate fino al 1816 (vedi Regno di Napoli), quando formarono insieme il Regno delle Due Sicilie.

Il Regno di Napoli venne conquistato dagli Aragonesi nel 1442 e, in seguito, dagli spagnoli nel 1501, che lo tennero fino al 1707. Nel periodo di dominio spagnolo nacquero i quarteras, oggi meglio conosciuti come Quartieri Spagnoli (in vernacolo 'e quartieri), e cominciò a consolidarsi il ruolo della camorra.

Nel corso della Guerra di successione spagnola, l'Austria conquistò Napoli e la tenne fino al 1734, quando con Carlo III di Borbone - dopo la guerra di successione polacca - il regno tornò indipendente. Sotto Carlo III Napoli divenne una delle principali capitale europee, e l'opera di Carlo (che nel 1759 lasciò Napoli per assumere la corona di Spagna) fu continuata dal figlio Ferdinando IV, finché non venne rovesciato dalle correnti rivoluzionarie e dalle truppe francesi nel 1799.

La Repubblica Napoletana sorta nel 1799 sul modello di quella francese ebbe vita breve ma intensa, non incontrando però mai il favore popolare essendo i suoi esponenti intellettuali molto lontani dalla conoscenza delle necessità reali del popolo. La Repubblica inoltre, sebbene non riconosciuta dalla Francia, fu di fatto sottoposta a una "dittatura di guerra" francese che ne limitò di molto l'autonomia e la costrinse a sostenere le ingenti spese causate principalmente dalle richieste dell'esercito francese costantemente in armi sul suo territorio. A questo si aggiunse una fortissima repressione contro gli oppositori del nuovo regime che certo non aiutò a conquistare le simpatie popolari (alcune fonti parlano di oltre 1500 persone condannate a morte e fucilate dopo sommari "processi politici" in tutto il Regno).

La Repubblica fu comunque spazzata via dopo pochi mesi dalle armate dei cosiddetti "lazzari" (i popolani napoletani filo-borbonici) comandati dal cardinale laico Fabrizio Ruffo, appoggiato dalla flotta inglese. La riconquista di Napoli da parte di Ferdinando fu però segnata dalla repressione nei confronti dei maggiori esponenti della Repubblica Napoletana, seguita da circa un centinaio di esecuzioni.

Dopo pochi anni, comunque, nel 1806, Napoli fu conquistata nuovamente dai francesi (nonostante la vittoria anglo-napoletana di Maida, in Calabria). La guerra continuò fino al 1808 quando tutta la parte continentale del Regno fu conquistata e posta sotto il controllo di Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone.

Nel 1811 il re Gioacchino Napoleone Murat, grande urbanista, vi fece istituire la Scuola di applicazione per il corpo degli ingegneri di ponti e strade, costituitasi come Scuola superiore politecnica ai primi del XX secolo per poi essere aggregata all'attuale università Federico II diventando, nel 1935, la prima facoltà di Ingegneria in Italia. Murat sopravvisse di poco a Napoleone e fu spodestato dai Borbone; tentò con un sbarco in Calabria la riconquista del regno, finendo fucilato.

Ritornato in mano a Ferdinando e ai Borbone, nel 1860 il Regno delle Due Sicilie, fino ad allora indipendente, fu conquistato dai Giuseppe Garibaldi e poi dalle truppe del Regno di Sardegna e annesso al Regno d'Italia, nonostante una guerra di resistenza durata circa un decennio e denominata brigantaggio.

Monumenti storici e luoghi notevoli

A Napoli vengono spesso preferite dai turisti le attrazioni dei dintorni, quali Pompei, la Reggia di Caserta, Capri, la Costiera amalfitana; la città è tuttavia ricca di un patrimonio culturale senza eguali che negli ultimi anni è stato fortemente rivalutato grazie anche a eventi annuali quali il Maggio dei Monumenti.

Palazzi storici e musei
 
Napoli è particolarmente nota per i suoi castelli: il Castel dell'Ovo che è parte integrante del notissimo panorama del Golfo; il Maschio Angionio o Castel Nuovo che domina Piazza Municipio; il Castel Sant'Elmo che sovrasta la città dall'alto di San Martino.

Il Castel dell'Ovo è così chiamato perché secondo la leggenda Virgilio vi nascose nelle segrete un uovo che reggeva tutta la struttura dell'edificio, e che nel momento in cui fosse stato rotto avrebbe fatto crollare il castello e portato catastrofi alla città. Esso sorge sull'isolotto di Megaride, dove nel VII secolo a.C. sbarcarono i Cumani che fondarono Partenope. Vi fu costruita la villa del romano Lucio Licinio Lucullo, fortificata da Valentiniano III e che ospitò il deposto ultimo imperatore romano Romolo Augustolo, mortovi poco dopo. Dopo alterne vicende, nel XII secolo fu ricostruito dai Normanni e poi ristrutturato dagli Aragonesi. Attualmente vi si svolgono mostre e convegni e l'ingresso è libero. Notevole la maestosità della fortezza e la terrazza dei cannoni. Molto caratteristico il Borgo marinaro che si sviluppa alla base dell'edificio.

Il Maschio Angioino fu costruito tra il 1279 e il 1282 da Carlo I d'Angiò ed adibito a palazzo reale sotto la sua dinastia. Sotto Roberto d'Angiò vi soggiornarono tra gli altri Petrarca e Boccaccio. Dopo la conquista aragonese, il castello fu rinforzato e assunse la conformazione attuale più vicina a quella di fortezza. Imponenti le cinque torri di piperno e tufo che delimitano le spesse mura. Il fossato da tempo prosciugato alimentò la leggenda del coccodrillo, secondo cui appunto un coccodrillo azzannava di nascosto i prigionieri delle segrete. L'arco di trionfo in marmo all'ingresso del castello fu costruito nel '400 dagli Aragonesi. La monumentale Sala dei Baroni, che oggi ospita le riunioni del Consiglio comunale, era la sala centrale del castello. Fu così chiamata perché nel 1487 vi furono arrestati i baroni che congiurarono contro Ferrante I d'Aragona, da lui appunto riuniti lì per celebrare le nozze della nipote. Oggi l'edificio ospita il Museo Civico.

Il Castel Sant'Elmo fu edificato sulla cima della collina del Vomero verso il 1275 da Carlo I d'Angiò col nome di Belforte. Completamente ristrutturato tra il 1538 e il 1546 dal viceré Don Pedro de Toledo, assunse l'attuale pianta a stella. Fu teatro delle ultime disperate difese dei patrioti della Repubblica napoletana contro la reazione borbonica nel 1799. Oggi ospita spesso eventi di livello internazionale grazie alla sua vastità e imponenza e grazie al bellissimo panorma che offre sulla città.


Lo Scalone all'interno del Palazzo realeIl Palazzo reale è stato fulcro del potere a Napoli dal 1600 al 1946. Edificato per volere del viceré Fernando Ruiz de Castro, fu relizzato da Domenico Fontana (di cui particolarmente notevole è la monumentale facciata su Piazza Plebiscito) e rimaneggiato più volte dai vari sovrani. Le sale sono sontuosamente arredate e affrescate in stili spesso diversi a seconda dei sovrani che vi abitarono. Di particolare magnificenza lo Scalone d'Onore in marmo. Il giardino esotico fu realizzato nel 1841. La facciata fu arricchita alla fine dell'Ottocento dalle grandi statue dei principali Re di Napoli: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat, Vittorio Emanuele II di Savoia. Fu abitato dai Savoia fino al 1946.

La Reggia di Capodimonte fu edificata da Carlo III nel Settecento nella già preesistente riserva di caccia dell'omonima collina. Vi abitarono Ferdinando IV e Gioacchino Murat, e nel 1950 è diventata Museo Nazionale. Nei saloni ospita opere di Michelangelo, Raffaello, Botticelli e Caravaggio, nonché un'importante collezione di porcellane. Il vasto parco che circonda il palazzo è il principale polmone verde della città e meta favorita delle famiglie napoletane nei finesettimana.

Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli fu inizialmente progettato nel Seicento come università, ma solo fra il 1834 e il 1860 divenne vero e proprio museo allorché Ferdinando IV vi trasferì i marmi della pregevole collezione Farnese. Attualmente contiene un'ampia raccolta di manufatti risalenti all'epoca romana, provenienti dai siti di Pompei ed Ercolano, marmi, mosaici, nonché un'impotante raccolta egiziana. La sua importanza è primaria nel circuito dei musei mondiali.

Il Teatro San Carlo, inaugurato il 4 novembre del 1737 è il più vecchio teatro d'opera attivo oggi in Europa. Nel 1816 fu restaurato in seguito a un incendio, e l'attuale facciata, la loggia e l'atrio risalgono ad allora. Tra i direttori artistici del teatro si annoverano Gioacchino Rossini e Gaetano Donizetti.

Chiese

Guardando la città dall'alto la prima cosa che attira l'osservatore è l'enorme numero di cupole e croci che contraddistinugono le molteplici chiese. Napoli è infatti caratterizzata dal vastissimo numero di edifici religiosi storici.

Tra i principali spicca il monastero di Santa Chiara, nel cuore del centro storico della città, edificato tra il 1310 e il 1340 per volere di Roberto d'Angiò. All'originale pianta gotica seguì una ristrutturazione barroca nel Seicento, finché nel 1943 non venne quasi interamente distrutta dai massicci bombardamenti degli Alleati e completamente restaurata nella sua originale forma gotica. L'interno, che colpisce per la vastità e la semplicità, ospita la tomba del re Roberto dietro l'altare maggiore e tra i sepolcri delle cappelle vi è quello della regina Maria Cristina di Savoia e dell'eroe nazionale Salvo d'Acquisto, il carabiniere che sotto l'occupazione nazista si sacrificò per salvare alcuni civili innocenti. Di qualità artistica notevole è il chiostro maiolicato delle Clarisse, una piccola oasi di pace in un giardino delimitato da un chiostro rivestito di mattonelle in maiolica policroma del Settecento.

La Chiesa del Gesù Nuovo è sita nella piazza omonima, nei pressi di Santa Chiara. Inaugurata nel 1597, fu voluta dai gesuiti ed edificata sul sito dove già si trovava il palazzo Sanseverino del principe di Salerno. In puro stile barocco, l'interno è riccamente decorato con stucchi in oro, statue ed affreschi (la maggior parte dei quali di Belisario Corenzio); vi si onorano numerosi santi, tra cui Ignazio di Loyola e Giuseppe Moscati.

Il Duomo assume un'importanza centrale sul piano storico. Sul suo sito esisteva probabilmente un tempio ad Apollo, e la prima cattedrale fu fatta edificare da Costantino nel IV secolo. Il Duomo vero e proprio fu costruito sotto gli Angiò, ma rimenaggiato continuamente nei secoli al punto da essere un insieme di vari stili: facciata pseudo neogotica costruita nell'Ottocento, portali in gotico fiorito, interni in buona parte barocchi: in particolare in puro barocco napoletano è la Cappella del Tesoro. Fulcro della chiesa, la Cappella ospita la statua bronzea di San Gennaro e 51 statue d'argento dei "compatroni". Il tesoro è formato da varie donazioni di sovrani e ricchi devoti, tra cui spicca la mitra d'argento di Matteo Treglia arricchita di pietre preziose. Nella Cappella è anche custodito il cranio del santo e soprattutto l'ampolla che racchiude il suo sangue, oggetto del "miracolo" più celebre del mondo, quello della liquefazione.

La chiesa di San Domenico Maggiore è anch'essa frutto di una stratifcazione di stili: edificata tra il 1283 e il 1324 sotto Carlo II d'Angiò, fu poi restaurata dopo vari dissesti nel Seicento in chiave barocca ma un tentativo di riproporne l'originale assetto gotico fu fatto nell'Ottocento. Nel Cappellone del Crocifisso è conservato appunto un crocifisso che si dice abbia parlato a Tommaso d'Aquino, il quale insegnò teologia nell'attiguo convento all'epoca Università. La Sacrestia è affrescata con Il trionfo dell'Ordine Domenicano (che appunto abitavano la chiesa) di Francesco Solimena e vi sono sepolti sovrani e nobili Aragonesi.

La Cappella San Severo fu probabilmente edificata da Giovan Francesco di Sangro duca di Torremaggiore nel 1590 ed adibita ad ospitare le tombe della famiglia San Severo. Tra le numerosissime e importanti statue spicca La Pudicizia di Antonio Corradini, particolare per la sua sensualità, e il celeberrimo Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino del 1753 in cui sgomenta la capacità artistica di riprodurre l'effetto del velo marmoreo sul corpo del Cristo: l'opera attirò il Canova nel suo soggiorno napoletano, al punto che tentò invano di acquistarla.

Per concludere questa carrelata comunque incompleta, da citare è San Lorenzo Maggiore. Edificata da Carlo I d'Angiò nel Duecento sul sito di una chiesa paleocristiana i cui resti sono stati riportati recentemente alla luce, come sempre fu rimaneggiata nei secoli ed è un misto di barocco e gotico. La torre del campanile fu teatro della rivolta di Masaniello. Nell'interno sono ospitate le tombe di Caterina d'Austria, Carlo e Giovanna di Durazzo, Roberto d'Artois. In questa chiesa Giovanni Bocaccio incontrò il suo amore Fiammetta, e Francesco Petrarca vi pregò la notte del 4 novembre 1343 terrorizzato dalla predizione di una spaventosa tempesta fatta da un eremita.

 

da http://it.wikipedia.com/wiki/napoli

 

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